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Scopriamo il ladino e alcuni usi pratici

Una passeggiata a Selva di Val Gardena

costume tipico tirolese

Una passeggiata a Selva di Val Gardena

Passeggiando per Selva Val Gardena un giorno, con lo zaino in spalla e canticchiando, potresti imbatterti in un paesano sorridente che ti chieda: “Ulà ‘jons’a de bel?” e tu, ignaro viaggiatore, potresti ritrovarti a guardarlo sbigottito. Il passante allora ti chiederebbe in italiano, forse, o in tedesco o in francese: “Dove andiamo di bello?” e, rasserenato inizieresti l’amichevole conversazione.

Sempre nella nostra immaginaria passeggiata, potresti imbatterti, caro viaggiatore, in insegne e cartelli, scritti con parole che non hanno senso né in italiano, né in francese, né in tedesco.
Ma che lingua mai parlano in quel borgo da poco più di 2.600 anime in cui risuonano, nei periodi turistici, decine di lingue contemporaneamente?
La risposta è il ladino.

La Val Gardena è una delle poche aree in Italia in cui il ladino è utilizzato come lingua madre dagli abitanti. È una lingua antichissima, pare risalga all’impero romano e che si sia conservata grazie all’isolamento naturale delle montagne. Se il nostro caro viaggiatore vuol farsi un’idea dell’importanza del ladino può visitare il sito del comune di Selva Val Gardena, alla pagina in ladino.

Tornando alla nostra vacanza, perché un turista dovrebbe conoscere qualche parola di ladino? Per due motivi, caro viaggiatore: perché senza assaporare la lingua ti perderesti metà del sapore di quella vacanza e perché potresti davvero perderti il senso di alcune frasi, o non comprenderesti a pieno alcuni cibi o bevande. Facciamo finta che durante la nostra passeggiata ti sia venuta fame, caro viaggiatore, e che tu ti imbatta in una insegna “butëiga dal pan” e che dalla vetrina tu riconosca una panetteria. Entri e ti ritrovi immerso dal profumo e dalla vista meravigliosa di quelle leccornie. Ci sono almeno una decina di prodotti in mostra sul bancone con tante scritte diverse: “pan” ,“semel”, “fuiacia”, “ciopa”, “nioch de feur”…Quale scegliere? Il panettiere allora ti spiegherebbe, probabilmente, che, ad esempio, che la “fuiacia” è un pane casereccio con uva sultanina e fichi secchi, che risente dell’influenza della cucina austriaca, o che la “ciopa” è un pane alto e rotondo. Un prodotto così tipico non può essere chiamato in altro modo che con un termine locale.

Potresti anche più facilmente ascoltare i titolari dell’Hotel Tyrol, Bibiana e Maurizio, che amano raccontare e intrattenere gli ospiti, intere storie o notizie in ladino e potresti, caro viaggiatore, trovare in loro delle guide preziose al mondo della montagna.
La Val Gardena non è solo un luogo dedito allo sci e allo sport ma anche un luogo in cui scoprire che le radici non devono essere dimenticate per essere un punto di riferimento dell’accoglienza turistica nel mondo. Lascëve savëi bel! Buon divertimento!